Gennaio 24th, 2009 – 3 Comments
Buongiorno,
dopo un’ampia riflessione vi comunico che, a causa di motivi improrogabili, questa settimana ho lasciato la carica di consigliere dimettendomi.
Tale scelta, non senza acuto dispiacere, è stata resa necessaria a causa di una legislazione vigente che non mi permette di continuare il mandato con la serenità, e la possibilità tecnica, di proseguire questo interessante e formativo percorso.
Nel mio caso infatti la normativa mi costringe a pormi in aspettativa non retribuita dal mio ente datore di lavoro. Tale situazione, comporta l’azzeramento dello stipendio e l’obbligatorietà, a mio carico, della contribuzione previdenziale.
Non essendo un presidente operaio, non posso permettermi tale carico fiscale così oneroso.
Dispiacere che si acuisce pensando che tali norme sono state “giustificate” per un illogico conflitto di interessi che dovrebbe riguardare altri ambiti certamente più importanti.
Si colpiscono così gli strati più bassi delle cariche elettive lasciando intatta, ai livelli più alti, la normativa di merito. Di più, sono questi, secondo gli ideatori della normativa, i tagli dei costi di una casta che sempre più ha perso il senno ed il contatto con la realtà. Forti con i deboli e deboli con i forti, direbbero altri.
Finisce così, con grande sofferenza, un incarico che ho cercato di portare avanti con dignità e passione, con interesse e compostezza.
Finisce il mandato, non l’impegno politico: la politica si fa con eguale o maggior forza fuori dai ruoli istituzionali, nei territori e con la gente. E’ questo il punto da cui si deve ripartire, non la lotta per le cariche, ma la realizzazione di una visione del mondo.
Rimane, come giusto e ovvio che sia, la disponibilità nei confronti di chi mi ha sostenuto, degli amici che ho incontrato strada facendo, di coloro che hanno chiesto informazioni e notizie.
Rimane, e di questo vi ringrazio, una profonda memoria nella mia vita, di sostegno, di aiuto, di scoperte, di formazione, di affetto. Di donne e uomini, colleghi e amici, che mi hanno arricchito e mi hanno formato.
Lascio l’incarico, per dedicarmi al lavoro ed all’attività professionale: in questo periodo di crisi, e più in generale di disoccupazione giovanile e precarietà, mi sento fortunato ad avere la possibilità di contribuire alla mia comunità con il mio lavoro.
Con profondo rispetto e con sentiti ringraziamenti per chi mi ha sostenuto, lascio l’incarico istituzionale proseguendo l’impegno politico.
A presto,
Fabio Marconi
Tags: -> Attività Municipio V · News e Politica · Partito Democratico
AMBIENTE E SICUREZZA
Con Focus Speciale sul Campo nomadi “LA MARTORA”
Sarà al centro del convegno organizzato dall’ Ente che coordina i Comitati di Zona dei Quartieri delV° Municipio.
Il Convegno è previsto per :Martedì 20 Gennaio 2009 ore 17:30
presso la sala convegni del Centro Sacro Cuore in via B.Bardanzellu, 83.
Interverranno :
Fabrizio SANTORI Consigliere Comune di Roma “Presidente Commissione Sicurezza”
Ludovico TODINI Consigliere Comune di Roma “Membro Commissione Ambiente,Sicurezza e Scuola”.
Ivano CARADONNA Presidente del V° Municipio
Fabio MARCONI Consigliere V° Municipio “Presidente Commissione Ambiente”
Firmato Maurizio BORIN
Presidente Ente Coordinatore dei Comitati di Zona del V°Municipio00155 Roma - V.le Ettore Franceschini, 52Tel. 06.98351731 Fax. 178.60409745municipio.cdz@
Tags: -> Attività Municipio V · Ambiente · News e Politica · Partito Democratico · Sicurezza e Politiche Sociali
Buongiorno, mi sono astenuto dal commentare tutti gli interventi da parte del Governo sulla crisi economica ma oggi ce n’è un altro del premier in persona che afferma sul www.corriere.it «Ho sentito il presidente dei Carlo Sangalli commercianti - ha aggiunto Berlusconi - e mi ha detto che non c’è stato nessun calo per gli alimentari. E gli altri generi si sono mantenuti sui livelli degli altri anni».
Bene, allora, avanti così, la crisi economica in Italia non c’è ed un po’ di ottimismo ci farà passare tutti i guai.
Io dico che è ora di dire la verità agli italiani: la crisi economica c’è eccome, e nel 2009 dovrà essere affrontata in maniera molto più seria di quanto sia stato fatto fino ad ora.
Intendo con questo dire che non bastano alcuni nostrani tg della tv che ci dicono che le persone riempiono i negozi (?) per comprare, nè che il premier ci dica che dobbiamo comprare, nè che la colpa è di Prodi e della Sinistra, ma il Governo deve impegnarsi come mai prima per affrontare una crisi economica che arriva in Italia dopo che nel nostro paese già avevamo da anni visto gli elementi critici della nostra economia.
Il prossimo anno, il futuro del nostro paese - quelli tra 20 e 40 anni - precari da anni, verranno espulsi dal mondo del lavoro. Usati dal lavoro precario e gettati nella disoccupazione senza alcun riguardo alla persona: sono tutti giovani che pur lavorando al pari di altri, non hanno potuto permettersi di progettare la propria vita, una propria famiglia, una propria casa.
Il futuro del nostro paese sarà inevitabilmente legato proprio a queste generazioni , se non facciamo qualcosa per queste, tagliamo fuori dal nostro sistema economico i pilastri produttivi dello stesso. Coloro che lavorando, per esempio, pagano servizi e pensioni al resto della popolazione.
Andiamo sull’analisi magari facendo qualche proposta sperando che il Governo, nella sua capacità tecnica, ci mostri finalmente qualche intervento utile alle persone.
Di questi giorni, dati ci dicono che liberi professionisti e autonomi dal 2002 al 2008 hanno aumentato i loro redditi annuali mediamente di 9000 euro, pensionati, operai e dipendenti l’hanno ridotto mediamente di 1600 euro annuali.
Bisogna intervenire subito: dare potere d’acquisto a pensionati, operai e dipendenti è un modo efficace di rilanciare consumi ed economia. Oggi queste fasce di popolazione non arrivano ad avere redditi adeguati e parliamo non dei poverissimi - coloro cioè che usufruiscono della social card per intenderci- ma della ex classe media che in Italia non esiste ormai da qualche anno.
Social card: bene gli interventi verso i più poveri e disagiati della popolazione: non è ammissibile pero’ che tali interventi come di solito vengano finanziati dalla classe media italiana - che come dicevo è in via di estinzione - e non da quella più ricca e produttiva. Tali interventi, invece di aiutare le fasce più povere, vanno inevitabilmente a dare imprecisati sollievi ai più poveri, ma senza ottenere visibili risultati, impoveriscono sempre più la classe media che scende così ai livelli di povertà sempre più elevate.
Immobili e case: il livello medio dei prezzi nei capoluoghi è folle ed irresponsabile. La civiltà si misura anche sulla possibilità degli individui di comprarsi casa e creare la propria famiglia lavorando. Ciò in Italia è impossibile dato il livello di retribuzione ed i prezzi delle case. Per una prima casa a Roma di medie dimensioni - e parlo non dei “sgabuzzini” venduti recentemente dai costruttori come gli ultimi ritrovati della tecnica costruttiva”- non si scende sotto i 300.000 euro. Troppo, sia in base al costo della costruzione, sia in base alle tasse e contributi che devono essere pagati.
Comprare casa oggi, ammesso che sia possibile per i più, vuol dire indebitarsi per 30 o 40 anni dedicando buona parte del proprio reddito, e quella dei familiari, verso una spesa non dedita ai consumi. Su 1200 euro, con mutuo da 900 o 1000 euro il conto è presto fatto. Sono tutte risorse spese per un solo bene - l’immobile - che blocca le spese per anni in interi comparti economici in altri settori. Bisogna intervenire rapidamente più che costruendo ancora - visto che per esempio a Roma si sono costruiti interi quartieri- di liberare 2° o 3° case e di vendere, a prezzi di equilibrio tutto l’invenduto che solo a Roma è enorme.
Prezzi alimentari: il petrolio passa da 150 dollari a 37. La pasta è aumentata più del 20% per cento così come - circa- il pane per il caro petrolio. E’ ora di intervenire presso questo comparto per riequilibrare i prezzi ad un adeguato profitto dal prezzo del contadino alla grande distribuzione. Via i numerosi ed inutili passaggi di filiera, creare ove possibile negozi di vendita diretta - frutta verdura ecc- taglia i costi e aumenta la qualità.
Burocrazia: tagli delle procedure, informatizzazione, tagli dei procedimenti per le imprese di apertura e chiusura. Passaggio da una burocrazia pesante e rigida, ad una flessibile e semplice soprattutto a supporto del sistema produttivo e non come ostacolo continuo a questo.
Aumento tassazione dei capitali per recuperare risorse in questa fase economica così buia.
Controllo sulle banche: è grazie a loro (ma non solo), soprattutto quelle americane, che abbiamo questa crisi. I consumatori non devono pagare sulle proprie spalle la crisi e vedersi mancare il credito dalle banche necessario per condurre la propria attività. Uno stato utile, vigila sul comparto, impone regole certe. Non può essere che i tassi di interesse scendono ed i mutui rimangono alle stelle o non vengono concessi per il necessario. Più trasparenza più aiuto al cittadino ma soprattutto più responsabilità della banche che pur di ottenere profitto, hanno comportato questa situazione finanziaria.
Co.co.co, precari tempo determinato: basta con il lavoro “flessibile” rinnovato di anno in anno, mese in mese e mai reso stabile. E’ ora di finirla di scimmiottare sistemi ben più efficienti dei nostri sulle spalle dei lavoratori e delle persone. Di fatto, il lavoro flessibile viene utilizzato dalle imprese e dalla PA solo per ridurre i costi del personale ottenendo lo stesso lavoro. Propongo che il lavoro a termine costi più di quello stabile in modo che se davvero il lavoratore vale, è tutto interesse dell’impresa o della PA assumerlo a tempo indeterminato. La storia per cui è meglio se uno lavora a tempo determinato che niente è per me una visione distorta della realtà: si lega in questo modo un lavoratore come tutti gli altri ad un livello retributivo più basso, con meno diritti, ad un tempo imprecisato magari per anni di seguito. Serve flessibilità ma anche responsabilità.
Detrazioni sulle spese fatte: detrarre le proprie spese sostenute per esempio del dentista o dei lavori di casa è una cosa non solo utile ma efficiente. Uno stato che voglia garantirsi entrate e servizi ha l’obbligo di adottare tale procedimento. Responsabilizzare operatori e consumatori dà risorse allo stato riducendo tasse ed aumentando servizi. Cosa si aspetta a farlo? E’ ora di finirla con un’economia sommersa di circa 100 miliardi di euro. E’ una cosa inaudita, peggiorata dal fatto che solo durante l’ultimo governo Prodi , e timidamente, si è cercato di porre un argine.
Sono solo alcuni spunti su un’analisi più grande. Spero solo che il Governo la smetta di dire che dobbiamo essere ottimisti e che dobbiamo spendere, perchè se non si hanno risorse è difficile spenderle….. Aldilà di tutto, la crisi che abbiamo di fronte avrà molti lati negativi, ma potrebbe essere, adottando misure lungimiranti, un impulso per il nostro paese per renderlo più forte e più competitivo.
Tags: News e Politica · Partito Democratico
Dicembre 23rd, 2008 – 1 Comment
Buongiorno,
porgo agli amici ed ai fruitori del sito i più cordiali auguri di Natale e spero, per l’anno che verrà, di continuare a lavorare assieme a tutti voi con il vostro sostegno, con le nostre energie.
Un sentito augurio di buone feste
Fabio Marconi
Tags: News e Politica
Dicembre 22nd, 2008 – 2 Comments
A seguito della manifestazione del 18 dicembre presso il Campidoglio, una delegazione di cittadini e di rappresentanti istituzionali è stata ricevuta dal Capo Gabinetto del Sindaco.
Alla riunione, che ha visto esporre sia al Presidente Caradonna e al Consigliere PD comunale Ozzimo, sia a una delegazione di cittadini, le proprie contrarietà all’evenienza di ricollocazione di Casilino 900 presso l’area di Settecamini, il Capo Gabinetto del Sindaco ha affermato che tali notizie sono indiscrezioni di stampa e nulla è stato deciso.
Dopo poco però, a seguito delle insistenti domande al fine di far prendere una decisione politica al Sindaco per ribadire, almeno politicamente, un no netto su tale evenienza, lo stesso capo gabinetto del sindaco ha affermato che tale collocazione non può essere esclusa.
Ricapitolando, non è stato deciso ma non si esclude, il sindaco per bocca dei suoi rappresentanti non ha, al momento, assunto alcuna decisione politica contraria a tale evenienza.
Ribadiamo da parte nostra che è impensabile collocare l’ennesimo campo nomadi nel V Municipio in una zona, fra l’altro, già adiacente a quello di Salone e senza i servizi necessari.
Condividiamo inoltre la proposta del Consigliere Comunale Ozzimo che propugna la creazione di un tavolo cittadino che veda interessati i Municipi per un piano di razionalizzazione dei campi sul territorio della Capitale prevedendone la riduzione per quanto riguarda il numero dei residenti e la diffusione razionale degli stessi non gravando così principalmente su alcuni municipi quali il V, il VII e l’VIII.
Tags: Lavori Pubblici · News e Politica · Partito Democratico · Sicurezza e Politiche Sociali